The bronze Door of Hildesheim

Rodolfo il Glabro, monaco cluniacense, intorno al 1020 scriveva nella sua “Cronache dell’ anno mille” (Historiarum libri quinque):

“Si era già quasi all’anno terzo dopo il mille quando nel mondo intero, ma specialmente in Italia e nelle Gallie, si ebbe un rinnovamento delle chiese basilicali: sebbene molte fossero ben sistemate e non ne avessero bisogno, tuttavia ogni popolo della cristianità faceva a gara con gli altri per averne una più bella. Pareva che la terra stessa, come scrollandosi e liberandosi della vecchiaia, si rivestisse tutta di un candido manto di chiese. In quel tempo i fedeli sostituirono con edifici migliori quasi tutte le chiese delle sedi episcopali, tutti i monasteri dedicati ai vari santi e anche i più piccoli oratori di campagna”

Lo stile, che era nato in Occidente, in cui queste chiese furono costruite era quello che nel 1818 l’archeologo francese Charles de Gerville definì “Romanico” (Romàn), caratterizzato dal forte spessore dei muri, dall’ uso dell’ arco, dalla penombra degli interni dovuta alla piccolezza delle finestre. Ed anche la realizzazione delle porte in bronzo seguiva, rispetto a quelle bizantine, una tecnica decorativa diversa, non più grafica ma scultorea.

Uno dei primi esempi romanici di porta bronzea con sculture è quella (ancora in stile ottoniano) del Duomo di Hildesheim in Germania, voluta dal vescovo Bernoaldo (Bernwardstur) ed eseguita intorno al 1015 anno in cui furono applicate in fusione le due medievali teste di leone reggi anello che fungono da maniglie, come si deduce dalla scritta:

AN[NO] DOM[INICE] INC[ARNATIONIS] M XV B[ERNVARDVS] EP[ISCOPVS] DIVE MEM[ORIE] HAS VALVAS FVSILES IN FACIE[M] ANGELICI TE[M]PLI OB MONIM[EN]T[VM] SVI FEC[IT] SVSPENDI
(Nell’anno del Signore 1015, il vescovo Bernoardo – Dio benedica la sua memoria – fece appendere questi battenti in fusione sulla facciata del tempio degli angeli in sua memoria)

La porta è alta 4,72 m., ma le ante hanno larghezze diverse: la sinistra misura 1,25 m., la destra 1,14 m., per una larghezza totale di 2,39 m., lo spessore medio di 4 cm permette l’ autoportanza della porta stessa in bronzo senza necessità di appoggio su un’ anima di legno. La tecnica di fusione è quella classica a cera persa.
In ognuna delle otto fasce orizzontali di entrambe le ante sono rappresentati personaggi della Bibbia e del Vangelo in basso e in alto rilievo. Molto interessanti i bassissimi rilievi degli sfondi che, pur non riuscendo a creare nessuna prospettiva o profondità di piani, “anticipano” lo stiacciato donatelliano che apparirà quattro secoli dopo.

Duomo di Hildesheim, facciata con il Westwork Duomo di Hildesheim, la porta bronzea
Duomo di Hildesheim, la porta bronzea, dettaglio della parte bassa Duomo di Hildesheim , la porta bronzea, dettaglio della parte centrale
Duomo di Hildesheim , la porta bronzea, dettaglio Duomo di Hildesheim Hildesheim, la porta bronzea, dettaglio della parte alta
Duomo di Hildesheim , la porta bronzea, dettaglio Duomo di Hildesheim, la porta bronzea, leone reggi anello

Duomo di Hildesheim, la porta bronzea, dettaglio

Duomo di Hildesheim, la porta bronzea, dettagli

Duomo di Hildesheim, la porta bronzea, dettaglio