THE TWO BRONZE DOORS OF THE TROIA CATHEDRAL

THE MAJOR GATE

Construction of the city’s new cathedral began in 1093, modifying and expanding the previous church of Santa Maria; by 1119, the church was completed and already had its important bronze Porta Maggiore, thanks also to the interest of Bishop William II, whose name appears in the inscription on the door itself. The sculptor and founder was Oderisio da Benevento, who also created the one for Benevento Cathedral. [Photos 1, 2]

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We are witnessing a transition from the technique of Byzantine doors to that of Western doors: Byzantine is the system of two wooden panels (each measuring 3.66 m and 1.1 m) covered with 28 bronze panels and 20 rectangular panels that form the border on three sides; they are all held together by a grid of eight horizontal and six vertical bars in the shape of knotted sticks, secured at the intersections by studs in the shape of four-petalled flowers.

There are registers of inlaid panels (the first upper register and the second-to-last at the bottom), but the design and inlaid technique is entirely Western: at the top are St. Peter and St. Paul, Christ in the mandorla, Bishop William II, Berard and Oderisius, all crudely imitating Byzantine inlaid work. [Photos 3, 4, 5]

3 – S. Peter and S. Paul

4 – Christ in the almond

5 – Oderisio and Berardo

Nel terzo registro erano anch’esse ageminate allo stesso modo, ma furono sostituite nel 1691 con gli stemmi di vescovo di Troia Antonio di Sangro, del cardinale Scipione Rebiba e di suo nipote Prospero Rebiba.
Quelle del penultimo registro sono state sostituite nel 1573 con altre con incisioni dei santi Secondino, Anastasio, Ponziano, Eleuterio, tutti posti su basamento a scale. [Foto 6]

6 – S. Anastasio

Il secondo e il quinto registro sono occupati da dischi traforati a giorno da cui fuoriescono teste ad alto rilievo di leoni reggi anello di grande vigoria plastica, fuse a cera persa. [Foto 7,8,9,10,11,12]

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Nel registro centrale due croci fogliate appena rilevate dal fondo fiancheggiano due draghi ad altorilievo che reggono il picchietto batti porta, anch’essi fusi a cera persa. Le differenze di ogni di questi (anche delle croci fogliate) ci indirizzano verso la fusione diretta delle sculture modellate direttamente in cera. [Foto 13,14,15]

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Le formelle del registro più basso ospitano una lunga iscrizione in lettere capitali al centro di due solchi paralleli, (l’ultima lastra venne sostituita nel 1573 con la scritta compresa nelle parentesi quadre [Foto 16]:

AN(N)O AB INCARNATIO(N)E / D(OMI)NI N(OST)RI IE(S)U CHR(IST)I MIL(LE)SIMO / CENTESIMO NONO DECIMO / INDICTIONE DUODECIMA // ANNO PONTIFICAT(US) D(OMI)NI / KALISTI P(A)P(E) SECUNDI P(RI)MO / ANN(O) DUCAT(US) W(ILLELMI) ROGERII / GLO(RIO)SI DUCIS FILII NONO // WILLELMUS SECUND(US) / HUI(US) TROIANE SEDIS EP(ISCOPU)S / EP(ISCO)PAT(US) SUI AN(N)O XII HAS / PORTAS FIERI FECIT // [ DE PROPRIO ECCL(ES)IAE / ERARIO. IPSAM QUOQ(UE) / FABRICA(M) A FU(N)DAME(N)TIS / FERE EREXIT. – / ET PROSPER EP(ISCOPU)S TROIAN(US) / ET P(AT)RIARCHA CO(N)STA(N)TINOP(OLITANU)S /HAS PORTA PENE / COLLAPSAM INSTAURAVIT / M . D . L. XXIII ]

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LA PORTA MINORE

Nel 1127 lo stesso vescovo Guglielmo ordinava a Oderisio da Benevento due valve di bronzo per chiudere la porta minore destra della stessa chiesa, semplificata e di dimensioni minori rispetto alla prima. Anche in questa, nelle incisioni, nessun residuo della tradizione bizantina.[Foto 17,18]

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Le 24 formelle sono fermate da cornici lisce o appena graffite con motivi geometrici e iscrizioni, sono tutte ricoperte da incisioni ad eccezione delle quattro del registro intermedio che ospitano quattro teste di leone reggi anello su dischi traforati.[Foto 19,20,21,22]

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Nel primo registro superiore la formella di sinistra reca incisa la scritta

PRINCEPS PATRONU(M) /PETRE TROIA(M) SIUSCIPE / DONU(M) QUA(M) LETA / BUNDUS GUILIELM(US) / DONO SECUNDUS

Nelle altre formelle dello stesso registro sono incisi il vescovo Guglielmo accanto alla TROIANA CIVITAS, S. Pietro e S. Paolo. [Foto 23,24]

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Nel secondo e terzo registro le formelle in bronzo hanno incisi le otto figure dei vescovi troiani precedenti a Guglielmo, con aureola, pastorale, mitre a due corni quali si usava nel XI-XII secolo: Oriano, Angelo, Giovanni, Stefano, Gualtieri, Girardo, Uberto, Guglielmo I.[Foto 25]

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Le formelle dei due registri più in basso ospitano una lunga scritta incisa in cui compare la data del 1127. Nella cornice ferma-formelle sotto a quelle con le teste leonine, la firma di Oderisio:

FACTOR PORTARUM FUIT ODERISIUS HARUM BENEVENTANUS
[Foto 26]

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