LA PORTA DI SAN RANIERI

Di sicura attribuzione a Bonanno Pisano sono la Porta di San Ranieri già nel transetto destro del Duomo di Pisa (posta nel Museo dell’Opera del Duomo e sostituita da una copia) e quella del Duomo di Monreale in Sicilia. [Foto 1,2,3]

1-Porta di S. Ranieri, Pisa 2-Porta di S. Ranieri, Pisa, dettaglio 3-Porta Duomo di Monreale, Sicilia

La Porta di Pisa non reca nessuna iscrizione relativa alla data di esecuzione; quella di Monreale reca in basso lateralmente la scritta “Anno D(omi)ni MCLXXXVI indicione III Bonannus civis pisanus me fecit”, fu quindi messa in opera nel 1186.
E’ molto probabile che quella di Pisa sia anteriore e risalga al 1180 ca. [Foto 4,5]

4-Porta di Monreale 5-Porta di Monreale, dettaglio

Entrambe le porte, a due ante, sono state “costruite” secondo la tecnica bizantina, cioè da pannelli fusi a cera persa in bronzo fissati da cornici di bronzo applicate ad una robusta struttura lignea di sostegno tramite chiodi in ferro nascosti da protomi di rosette di bronzo; pezzi in bronzo a forma di corda attorcigliata bloccano e nascondono l’unione delle cornici. [Foto 6]

6-Porta di S. Ranieri, Pisa, dettaglio

Ogni anta della Porta di Pisa è composta da 10 pannelli bronzei leggermente rettangolari in senso verticale, e 2 grandi pannelli rettangolari orizzontali in basso e in alto. La lettura dei soggetti dei pannelli inizia dal basso, in entrambi pannelli orizzontali in basso ci sono sei profeti tra le palme, in quelli in alto a sinistra Cristo in Gloria tra gli angeli, a destra La Madonna in trono in gloria tra gli angeli. [Foto 7,8,9,10]

7-Porta di S. Ranieri, Pisa, dettaglio

8-Porta di S. Ranieri, Pisa, dettaglio

9-Porta di S. Ranieri, Pisa, dettaglio

10-Porta di S. Ranieri, Pisa, dettaglio

I 20 pannelli delle due ante presentano scene tratte dal Nuovo Testamento. E sono queste in particolar modo che evidenziano come Bonanno Pisano adotti, per la porta di Pisa, un nuovo stile scultoreo che presenta caratteristiche formali chiaramente bizantine (formella rettangolare verticale, corda attorcigliata) riscontrabili in ognuno pannelli, come la compostezza e il senso di misura delle scene, l’ autarchia dei movimenti e dei gesti, la moderazione nella positura dei personaggi. Ma, a differenza della cultura bizantina dove le superfici dei pannelli sono lisce e incise a niello, Bonanno usa il bassorilievo (ispirandosi semmai agli avori bizantini).

Anche le iconografie sono di tipo occidentale che Bonanno rielabora senza soggezioni dogmatiche, dove elementi bizantini e occidentali si integrano a vicenda (si notano per esempio la mancanza di aureole, la presenza dei cappelli giudaici, l’ assenza della stella di Betlemme, nell’ultima cena Gesù posizionato all’estrema destra, etc.). Ed entra a buon diritto nello stile “romanico”
[Foto da 11 a 19]

11-Annunciazione 12-Visitazione
13-Presentazione al tempio 14-Fuga in Egitto
15-Natività 16-I Re Magi e il peccato originale
17-Crocifissione 18-Trasfigurazione

19-Morte della Vergine

Ma Monreale e Palermo non erano Pisa, libera repubblica marinara aperta ai quattro venti questa, centri imperiali chiusi ad un fortissimo influsso bizantino quelli; e qualcuno, andando a veder la porta di Pisa prima di dare il benestare per quella di Monreale, avrà richiesto a Bonanno di tornare verso una cultura di forme bizantine largamente accettate (e anche di rimettere nella porta di Monreale tutte le aureole che a Pisa mancavano, come si vede nella formella del Battesimo di Cristo), facendo modellare a Bonanno la porta siciliana più “classicamente”. [Foto 20]

20-Porta di Monreale, pannello Battesimo di Cristo