Lorenzo Ghiberti e la Porta del Paradiso
Gli Anni Precedenti
Lorenzo Ghiberti a Firenze è una persona importante, tanto che il 17 marzo del 1334 viene proposto per la nomina di buonuomo: il 22 giugno del 1321 vennero infatti istituiti dodici “buoniuomini” che si affiancavano ai Priori, al Gonfaloniere di Giustizia e ai Gonfalonieri per deliberare sulle questioni più importanti, e che diventavano i diretti responsabili della politica fiorentina. [Foto 1,2]
| 1 – Autoritratto di Lorenzo Ghiberti nelle cornici della Porta Nord del Battistero | 2 – Lorenzo Ghiberti incisione settecentesca |
Questa proposta fece nascere per Lorenzo una vicenda complessa e pericolosa, infatti il 17 marzo del 1344 vennero fatte due “tamburazioni” a suo carico, cioè due denunce anonime infilate in speciali cassette o urne a forma di tubo, chiamate appunto tamburi, poste vicino agli uffici dei magistrati: si diceva che Lorenzo Ghiberti era figlio illegittimo di Bartolo di Michele, detto Bartoluccio, orafo, e di Monna Fiore figlia di un lavoratore della Val di Sieve e moglie di Cione di ser Bonaccorso Abatini che aveva sposato a San Chimenti a Pelago. Monna Fiore, che evidentemente non l’amava scappò da Pelago e nel 1374 scese a Firenze incontrano Bartolo, con cui fece due figli, una femmina e nel 1378 il maschio Lorenzo che crebbe nella famiglia di Bartolo imparando il mestiere di orafo.
Le notizie delle due denunce delle tamburazioni dovevano bastare a non permettere a Lorenzo di venire eletto buonuomo: iniziò a preparare una contromossa: fece un ricorso presentando il certificato di matrimonio tra Cione e monna Fiore avvenuto nel 1370 e di esser nato nel 1378 “constante matrimonio inter predictos” cioè durante la vigenza del matrimonio tra le predette parti dichiarandosi quindi figlio di Cione.
Nelle tamburazioni si diceva anche che né lui né i suoi avevano mai pagato tasse a Firenze, altro motivo per la sua illeggibilità, ma Lorenzo presentò anche un attestato di pagamento di tasse nel 1375 di Cione di Ser Buonaccorso del quartiere di Santa Maria Novella del gonfalone Leon Rosso, e il certificato di immatricolazione all’ Arte dei Giudici e Notai avvenuta il 4 agosto del 1344.
Lorenzo Ghiberti vinse il ricorso, ma si dichiarava comunque figlio del padre adottivo “Laurentii Cionis de Ghiberti”; e fu così che quando terminò la Porta del Paradiso, suo capolavoro, vi incise la sua firma “Laurentii Cionis de Ghibertis“.
Nonostante tutto ciò nelle portate al Catasto di Firenze del 1427 e del 1442 dichiarava di essere nato nel 1381 e di essere figlio dell’ orafo Bartolo di Michele.[Foto 3]
3 – Incisione della firma del Ghiberti
Lorenzo nasceva tra il 1380 e il 1382 (la data esatta è ancora incerta) nella casa di Bartolo di Cione, che si trovava nella via Nuova di San Paolo, (ultimo tratto dell’ attuale via del Porcellana verso via della Scala) presso l’ Ospedale di San Paolo dei Convalescenti (che si ingrandì negli anni successivi fino ad arrivare in piazza Santa Maria Novella col grande porticato disegnato da Michelozzo), dove visse fino al 1419 circa. [Foto 4,5,6]
| 4 – Pianta del Buonsignori, 1594, via del Porcellana angolo via della Scala | 5 -Insegna dell’ospedale di S. Paolo dei Convalescenti |
6 – Ospedale di S. Paolo, loggiato di Michelozzo
Tra gli anni 1452 e 1455 circa Lorenzo scrisse i “Commentari”, il cui manoscritto è conservato alla Biblioteca Nazionale di Firenze, dove ci dice che nel 1400 Malatesta IV (detto “dei Sonetti”), signore di Rimini e di Pesaro, lo volle a Pesaro insieme ad un altro pittore fiorentino per affrescare una stanza del suo palazzo, affresco andato perduto. E fu a Pesaro che ricevette dagli amici di Firenze la notizia del concorso che la città aveva indetto per la seconda porta del Battistero di Firenze. [Foto 7]






