Lorenzo Ghiberti and the Gates of Paradise - Part 2
The Preceding Years
Upon receiving news in Pesaro from his friends in Florence about the competition for the second set of doors for the Florence Baptistery (according to Vasari, it was Bartoluccio who sent him the information), Ghiberti requested leave from Malatesta, the lord of Pesaro—for whom he was then working as a painter—and departed for Florence.
In addition to Lorenzo Ghiberti, those who presented themselves at the “Opera di San Giovanni” (the administrative body for the Baptistery) for the competition announced in 1401 included the goldsmiths Filippo Brunelleschi—then twenty-four years old—Simone da Colle Valdelsa, and Niccolò di Luca Spinelli d’Arezzo, as well as the sculptors Jacopo della Quercia, Francesco di Valdambrino, and Niccolò Lamberti. In his “Commentarii”, Lorenzo notes that one of these individuals withdrew, leaving “six of us to undertake the said trial.” [Photos 1, 2, 3, 4]
| 1-Andrea di Lazzaro Cavalcanti, Terracotta portrait of Filippo Brunelleschi | 2-Niccolò di Luca Spinelli of Arezzo |
| 3-Jacopo della Quercia | 4-Paolo Uccello, Ritratto di Antonio Manetti, prima metà del ‘500 |
La prova consisteva nell’esecuzione e fusione in bronzo entro un anno di un pannello uguale nelle misure e nella tipologia di cornice gotica a quelli della prima porta del battistero eseguita da Andrea Pisano. Il soggetto doveva essere il Sacrifico d’Isacco; la lega di bronzo veniva fornito dagli operai di San Giovanni. La giuria, ci dice il Ghiberti, era composta da 30 “uomini molto periti fra pittori e scultori d’oro” e 4 consoli dell’Arte di Calimala (che soprintendeva ai lavori del Battistero), e sottolinea più volte “Mi fu conceduta la palma della vittoria da tutti i periti e da tutti quelli che si provorono meco”.[Foto 5,6].
| 5-Ghiberti, Formella del concorso per la Porta Nord del Battistero | 6-Brunelleschi, Formella del concorso per la Porta Nord del Battistero |
Antonio Manetti, biografo del Brunelleschi, nel suo “Notizia di Filippo di ser Brunelleschi” scritto tra il 1482 e il 1489, racconta tutt’altra storia:
I concorrenti ammessi dalla giuria alla prova furono solo il Ghiberti e il Brunelleschi; quest’ultimo che “possedeva l’ arte gagliardamente” fece la formella “presto” e senza dire nulla a nessuno “aspettò el tempo del paragone”. Il Ghiberti invece “andò adagio” chiedendo consigli a orafi, pittori scultori che sarebbero stati i giudici nel concorso; “Tante volte quante parve a’ più intendenti, tante volte e tutto e parte disfecie e rifecie, sanza recusare nessuna fatica, mentre che l’ aveva per mano, di ciera, e con lunghezza di tempo la finì di tutto: e vennesi al paragone e al giudicio. Gli operai e ufficiali della fabbrica presono consiglio proprio da quelli che Lorenzo aveva disegnati che erano invero i più intendenti, e forse non c’era altri; e che più volte erano stati in su l’opera di Lorenzo”. I giudici non sapendo quale scegliere preferirono allogare la porta unitamente a entrambi i due artisti. “Chiamati Filippo e Lorenzo alla presenza e fatte loro le parole di questo tinore, Lorenzo taceva, Filippo non volle mai consentire, se l’ opera non era tutta sopra di lui”. Il lavoro venne allora allogato al Ghiberti.
Il contratto di allogazione della porta al Ghiberti venne stipulato il 23 novembre 1403, l’atto fu steso fra l’Arte di Calimala da una parte, suo padre Lorenzo di Bartolo e Bartolo di Michele orafi dall’altro.[Foto 7,8]
| 7-Ghiberti, Porta Nord | 8-Ghiberti, Porta Nord, formella con l’Adorazione dei Magi, 1403-24 |
Nella porta Nord il Ghiberti ha messo tra le testine delle cornici la sua, con un cencio in capo come usavano fare degli artigiani. [Foto 9]
9-Ghiberti, porta Nord, suo autoritratto in tenuta da artigiano





































































































